IL
PROGETTO .
LA
MISSIONE
WSIS
.LA
CONCLUSIONE
Africa
in Rete, un Progetto che crea ponti.
Milano
8 novembre 2005
con il
patrocinio di Regione
Lombardia
Un
ponte di comunicazione tra la Lombardia e
il Gabon, Paese di foresta equatoriale centro africano, del bacino del
Congo, affacciato sull’Oceano Atlantico.
Gabon
•
Il Gabon è noto
nel mondo per avere ospitato, a Lambarenè, le attività umanitarie e
mediche del Premio Nobel, Albert Shweitzer e per essere stata esplorata
dal grande viaggiatore francese, di origine italiana, Pierre Paolo
Francois Camille Savorgnan de Brazzà.
Gabon,
dati essenziali
•
280.000
chilometri quadrati. Clima equatoriale.
•
Capitale
Libreville. Il Gabon diviene colonia francese nel 1875 ed ottiene
l’indipendenza nel 1960. Repubblica presidenziale. Paese ricco di
petrolio, uranio, oro e legnami.
La ricchezza è concentrata sostanzialmente nella capitale, a
Port Gentil e a Franceville
•
Francofono,
politicamente stabile, ricoperto di foreste pluviali per l’80% del
territorio nazionale, con una densità di popolazione per Kmq di 4,7
persone e circa 1 milione 500.000 abitanti.
•
In Africa non
manca il cibo, mancano gli strumenti per affrancarsi dalla dipendenza
post coloniale e dalla schiavitù dell’arretratezza.
•
in Africa non
servono risorse naturali (presenti in gran quantità), ma computer e
tecnologie della comunicazione
L’assenza
ed il costo delle nuove tecnologie condannano il continente ad altri
decenni di arretratezza.
Le
tecnologie della comunicazione e dell’informazione sono essenziali
all’Africa per esistere, per farsi sentire e vedere dal resto del
mondo, per sviluppare la rete commerciale, la logistica, l’eco
turismo, lo sfruttamento sostenibile e duraturo delle proprie risorse...
Democrazia
•
In via
preliminare, il continente avrebbe certamente bisogno di maggior
democrazia, di forme reali di partecipazione democratica. Senza questo
presupposto, l’Africa resterà campo di contesa tra interessi estranei
al Continente
•
Trasferire ai
paesi africani le tecnologie informatiche, nel campo della
comunicazione, della formazione e della sanità, significa contribuire
ad un reale sviluppo di potenzialità, opportunità occupazionali, messa
in rete e condivisione di valori oltre che di valorizzazione di realtà
produttive e culturali.
•
Il Progetto
“Africa in Rete” nasce per andare in questa direzione e per
sostenere concretamente alcune ONG gabonesi per implementare il proprio
lavoro ed avviare corsi di alfabetizzazione informatica, formazione
professionale e sviluppo di Internet.
•
Il “Digital
divide”, il gap digitale e tecnologico tra paesi sviluppati e paesi in
via di sviluppo, può e deve essere colmato, anche grazie ad iniziative
concrete come “Africa in Rete”.
•
Il
gap in numeri: i 400 mila abitanti del Lussemburgo hanno più
connessioni a Internet dell’insieme dei 760 milioni di africani
Digital
divide
•
Il Progetto mette
in pratica i principi enunciati e sottoscritti in diversi Accordi e
trattati internazionali, tra cui il “Summit della Terra” di
Johannesburg ed i recenti G8 che hanno confermato “l’impegno del
documento di Dakar per la diffusione universale dell’istruzione
elementare entro il 2015” e sottolineando di voler “perseguire
l’obiettivo di estendere l’utilizzo delle tecnologie informatiche e
della comunicazione (ICT) per la formazione degli insegnanti nei paesi
in via di sviluppo, sostenendo un piano di azione per colmare il gap
digitale tra paesi ricchi e poveri”.
Gli impegni
del WSIS e della Dichiarazione del Millennio
•
Il primo Wsis,
World Summit on the Information Society, il Summit sulle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione organizzato dall'Itu, l'International
Telecommunication Union, Organizzazione delle Nazioni Unite, si tenne a
Ginevra nel dicembre 2003 e vide la presenza di 65 capi di Stato e di
Governo e delegati di 174 Paesi.
Nuove
Tecnologie per tutti
•
Nella prima
dichiarazione il Wsis afferma il desiderio di costruire una Società
dell'informazione basata sulle persone e che sia inclusiva e orientata
allo sviluppo, dove ognuno possa «creare, avere accesso, utilizzare e
condividere informazioni e conoscenza». La prossima sessione del Wsis
si terrà a Tunisi tra il 16 e il 18 novembre 2005
Tutti in
Rete, non solo “Africa in Rete”
•
Nel Piano
d'azione, il Wsis si è prefisso l'obiettivo di connettere entro il 2015
villaggi e comunità (soprattutto dei continenti arretrati), creando una
rete che unisca tutte le università, i centri di ricerca, le scuole,
gli uffici postali, gli ospedali e le istituzioni.
Fondi per la
tecnologia
•
Obiettivo di
Tunisi è istituire un «Fondo di solidarietà digitale» per finanziare
lo sviluppo delle tecnologie nei Paesi poveri.
•
Il Progetto si
inserisce nell’alveo delle iniziative tese a valorizzare l’impegno
per la salvaguardia della foresta primaria dell’Ivindo-Mingoulì,
recentemente oggetto di istituzione di un Parco nazionale, al quale ha
dedicato la propria vita il Console onorario del Gabon a Milano,
Giuseppe Vassallo, scomparso nel 2000. Obiettivo perseguito da Vassallo
era anche mettere “in rete” i villaggi e costruire nuove scuole.
•
Oggi il Gabon
risulta abitato da circa 35.000 gorilla di pianura (decimati, anche a
causa della decennale guerra, nel vicino Congo e in Rwanda), 64.000
scimpanzè, 50.000 elefanti di foresta, 8.000 specie di piante di cui il
19% endemiche
Foreste in
pericolo
•
L’immenso
patrimonio forestale, naturale e di biodiversità del Gabon e del Bacino
del Congo è oggi messo in pericolo dallo sfruttamento forestale
intensivo che minaccia tutte le aree di foresta primaria.
Bruciare il
futuro
•
Le grandi distese
di foreste del Bacino del Congo e del Gabon offrono cibo, risorse ed
acqua a milioni di persone. Il taglio della foresta, priva i villaggi di
risorse vitali per il futuro. I cantieri e le strade aperte nella
giungla creano bracconaggio intensivo che impoverisce la caccia e la
pesca di sussistenza dei villaggi.
•
Alla foresta
primaria pluviale si attingono, ogni anno, milioni di metri cubi di
legni pregiati.
“Solo legni
da foreste sostenibili”
•
L’Italia ha
recepito, nel gennaio 1997, l’Accordo internazionale sui legni
tropicali “ITTA 1994”, che impegnava i Paesi produttori e
consumatori ad elaborare, entro il 2000, “politiche di gestione
forestale tali da assicurare che le esportazioni di legni tropicali non
intacchino il patrimonio forestale ed ecologico dei Paesi produttori,
perché provenienti da fonti gestite in maniera durevole”.
•
“Nei periodi
in cui il commercio del legname è fiorente, nella regione dell’Ogouè
(Gabon) regna costantemente la carestia, perché gli indigeni trascurano
le colture, impegnati come sono ad abbattere il maggior numero possibile
di alberi. Negli acquitrini e nelle foreste dove lavorano, essi vivono
di cibi conservati e riso d’importazione, che acquistano coi loro
guadagni”.
scriveva
già nel 1921 in “Dove comincia la foresta vergine”, Albert
Schweitzer
“Africa
in rete”
obiettivi dell’azione
•
Gli obiettivi,
realizzati, del Progetto erano rendere accessibili, soprattutto ai più
giovani ed alle ONG locali, tramite l’attivazione di due centri,
l’hardware, i collegamenti Internet, il supporto per lo start-up e due
anni di funzionamento.
•
L’obiettivo
futuro è proseguire il Progetto ed implementarlo, con la diffusione di
software liberi, con nuovi computer e ampliando i fruitori dei servizi e
della formazione, anche con “corsi itineranti”
•
Dopo accurati
studi sul terreno, il Progetto “Africa in Rete” ha attivato un
Internet point a vocazione ambientale, “Cyber Vert” nella capitale
del Gabon, Libreville (con la ONG Brainforest Gabon) e un centro di
formazione e educazione informatica, didattica e professionale nella
città di Makokou. I due centri sono attivi grazie al contributo della
Regione Lombardia
•
Le apparecchiature informatiche sono state installate e
messe in rete nelle rispettive sedi, provvedendo all’attivazione della
linea ADSL per Internet a Libreville. Sono stati realizzati corsi di
formazione
•
A Libreville e a
Makokou il Progetto ha sostenuto per due anni i costi di abbonamento
Internet e degli insegnanti che gestiscono la formazione.
Libreville
•
A Libreville, la
capitale del Gabon, l’Internet point di “Africa in Rete” è attivo
da due anni e utilizza come modello i “Pontos de Cultura”
brasiliani, centri multimediali e di promozione della cultura e della
formazione
Un “Cyber
Vert” unico in tutto il Gabon
•
Oltre
55.000 internauti, più di 209 cybercafé concentrati soprattutto nelle
zone urbane di Libreville, Port-Gentil e Franceville, tre provider.
Internet cresce nella società gabonese.
•
L’internauta
gabonese è però costretto a sostenere costi di navigazione non
trascurabili: tra gli 800 e i 1000 franchi cfa all’ora – ovvero 1
euro e mezzo
•
Nel centro di
“Africa in Rete” il costo è di 500 franchi cfa all’ora,
equivalente a circa 70 centesimi di euro.
Le tariffe
rendono inaccessibile Internet
•
Quando
si menziona la questione delle tariffe proibitive africane, in
particolare quelle gabonesi, non si può prescindere dalle politiche di
cooperazione allo sviluppo e di lotta al Digital divide. Oggi,
sia le macchine, sia i software proprietari, sia le tariffe di
navigazione, rendono le nuove tecnologie e Internet inaccessibili alla
gran parte della popolazione africana. In
alcuni Paesi africani le tariffe superano i 10 dollari orari di
collegamento ad Internet
Internet,
con difficoltà, cresce…
•
Secondo uno
studio dell’Agenzia di regolamentazione delle Telecomunicazioni (ARTEL),
il Gabon conterebbe circa 25.000 computer, circa una macchina ogni 50
persone. Un mercato che sembra comunque in espansione
A Libreville
un centro di cultura
•
L’Internet
point di “Africa in Rete” a Libreville offre anche una sala lettura
con libri e riviste sulla protezione dell’ambiente, sui temi sociali e
del Continente africano; stampando, trasferendo e duplicando documenti
•
Gli utenti del
centro “Africa in Rete – Cyber Verts” utilizzano Internet per
gioco, lavoro, studio, per consultare e gestire la propria posta
elettronica. I più giovani, in particolare i bambini, utilizzano
Internet per divertirsi con i giochi elettronici
La scuola
di educazione informatica a Makokou
•
Attiva da due
anni, la scuola di Makokou ha già formato migliaia di ragazzi,
impiegati e lavoratori della cittadina e dei villaggi
MAKOKOU
•
A Makokou il
Progetto ha realizzato corsi di informatica per le scuole della città e
per le lavoratrici-lavoratori, oltre che per gli abitanti dei villaggi
limitrofi. La città di Makokou e i villaggi limitrofi sentono
fortemente l’esigenza di apprendimento delle tecnologie informatiche,
anche a causa della difficoltà delle reti di trasporto.
La scuola di
educazione informatica si trova nel centro della cittadina di Makokou,
nei pressi del Comune, ed è ospitata dal Dipartimento (Provincia)
•
Se le risorse
finanziarie lo consentiranno, “Africa in Rete” si amplierà alle
tecnologie della comunicazione e dell’informazione nella vicina
Repubblica Democratica del Congo, dove è già attiva l’associazione
Pro Africa, in collaborazione con la Diocesi di Boma e con alcune ONG
Sviluppi
del progetto e “messa in Rete” in Congo (R.D.)
•
Le verifiche
compiute in città e villaggi del sud del Congo hanno constatato la
possibilità di estendere “Africa in Rete” a questo Paese.
Realtà
sociali e missioni già molto attive chiedono tecnologia e comunicazione
Il Nuovo
Congo
•
In Congo è in
corso un processo democratico con il sostegno dell’UE e la Rete
rappresenta un veicolo di libertà, partecipazione, crescita democratica
e civile.
Un Paese
immenso con grandi difficoltà di comunicazioni
Elezioni
democratiche e sviluppo
•
Si sono già
tenute consultazioni amministrative e, nel 2006, si terranno elezioni
politiche nazionali
I
siti di promozione
•
Il sito che
promuove e valorizza in Gabon, Africa e nel mondo, in francese ed in
inglese, il progetto “Africa in Rete” è: www.brainforest.org
– www.adtlombardia.it
Con
il supporto di:
www.adtlombardia.it
www.gaiaitalia.it
Mamme
Pacini Milano
Con
il contributo della Regione Lombardia