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“CASE
CHIUSE”. L’arte getta uno sguardo sul mondo della prostituzione.
È
avvenuto a Milano, lo scorso maggio, in occasione della mostra Luci
rosse sull’arte – case chiuse e prostituzione. La sede
dell’Associazione Gaia Onlus, in collaborazione con Amici della Terra
Lombardia e con M’Arte ha ospitato il vernissage di questa
particolarissima mostra “a luci rosse”, che aveva un preciso
intento: scandagliare il mondo della prostituzione “senza ipocrite
remore, attraverso la luce – certamente parziale – dell’arte e
tramite la lettura artistica del fenomeno, della schiavitù sessuale,
raccontando storie di ragazze costrette alla vita di strada, con un
parallelo ed un confronto ideale con l’antica pratica del meretricio,
precedente la “Legge Merlin”, come dichiara Stefano Apuzzo (nella
foto in basso), presidente di Amici della Terra Lombardia.
Gli stereotipi del
mondo della prostituzione (sia quelli delle “case chiuse”, sia
quelli “del marciapiede”), decontestualizzati ed inseriti nella
cornice di una normale casa di ringhiera del centro di Milano, hanno
consentito una lettura diversa e “sdrammatizzata” di una realtà
che, nonostante la sua larghissima diffusione, oggi rappresenta ancora
un inconfessabile tabù.
L’ambizione
di questa esposizione è indurre una riflessione sulla vita delle donne,
degli uomini, dei bambini, dei transessuali e dei transgender che, in
alcuni casi sotto costrizione, in altri per libera scelta, offrono i
propri corpi al mercato cittadino.
Le
e i prostituti sono persone normali, cittadini di Milano che
mercanteggiano sé stessi ad altri cittadini della metropoli.
Ognuno
di loro ha un sogno. Ognuno di loro è crisalide in trasformazione.
A tal proposito, per
meglio conoscere, senza filtri, la realtà della prostituzione, sono
anche stati proposti a ciclo continuo due filmati con storie di ragazze
e ragazzi di strada, realizzati dall’Associazione ALA (www.alainrete.org)
che da anni realizza progetti di aiuto alle prostitute.
L’esposizione, che ha ottenuto il patrocinio
dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dell’Accademia
di Belle Arti di Brera, ha visto la partecipazione di 6 artisti, di cui
4 giovani artisti frequentatori dell’Accademia di Belle Arti di Brera,
tra cui Cristina Donati Meyer, Federica Fioroni, Erika Motta, Ottavia
Fiameni e Danio Migliore.
Nel cortile è stata parcheggiata uno spider degli
anni ’50, oggetti d’epoca e manichini che hanno aperto uno squarcio
sulla variopinta umanità che si prostituisce e che fruisce dei servizi
dell’amore a pagamento.
Per ulteriori informazioni vai al sito della mostra. www.sognidarte.com
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